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Pesca a feeder

Montature, pasturatori, pellet e pasture per una sessione di pesca a feeder con le esche del Molino

17 Dicembre 2021

La pesca a feeder è una tecnica di pesca che si basa sull’azione combinata e contemporanea dell’esca e di un pasturatore (feeder) collocato nelle immediate vicinanze. Il pasturatore può essere riempito con pastura, pellet, bigattini o altre tipologie di esca e collocato lungo la lenza (inline o in deriva) prima del terminale. L’esca può essere presentata nelle immediate vicinanze del pasturatore o nascosta al suo interno.

Montature per la pesca a feeder

Le montature che solitamente vengono utilizzate per fissare il pasturatore alla lenza si distinguono fra montature inline o in deriva. 

Nella montatura inline il filo passa attraverso il pasturatore che viene bloccato prima del terminale da una perlina (stopper) e dalla girella. 

Nella montatura in deriva invece, sia che utilizziamo la tecnica dell’hair rig che del paternoster rig, il pasturatore viene fissato al filo tramite un piccolo anello posto sull’apice del pasturatore stesso (sostanzialmente viene “appeso” al filo). Con l’hair rig il pasturatore può essere lasciato libero di scorrere lungo la lenza madre, eventualmente limitandone il movimento con un ulteriore stopper posto a monte. Con la tecnica del paternoster rig invece si va a sdoppiare il filo con una brillatura del finale, per fissare amo e pasturatore alle due diverse estremità lasciando il primo libero di fluttuare attorno al nostro feeder.

Un considerevole vantaggio della montatura in deriva consiste nella possibilità di utilizzare un anti-tangle per evitare che durante il lancio il terminale si aggrovigli al pasturatore a causa del maggior peso di quest’ultimo. L’anti-tangle è essenzialmente un tubicino di plastica ad angolo dentro cui far scorrere il filo e al quale attaccare direttamente il pasturatore e ha la funzione di mantenere separate le traiettorie di amo e pasturatore durante il lancio.

Pasturatori online per la pesca a feeder

Le principali tipologie di pasturatori inline sono sicuramente il method feeder e il pellet feeder. Il method feeder è un pasturatore completamente aperto contro il quale vengono solitamente compressi sfarinati o pellet di piccole dimensioni attraverso uno stampo. Il pellet feeder ha invece una forma più contenitiva e si presta a ospitare pellet o pasture inumidite che vanno a formare un tappo superficiale chiudendo la struttura fino al loro scioglimento in acqua.

Pasturatori in deriva per la pesca a feeder

Fra le tante tipologie di pasturatori in deriva per la pesca a feeder, i più comuni sono probabilmente i block-end feeder, gli open-end-feeder e i cage-feeder. I block-end feeder sono pasturatori solitamente cilindrici, chiusi alle estremità (da un lato sigillati, dall’altro tramite un tappo che si può aprire per riempire il pasturatore), con dei fori sui lati per il rilascio della pastura. A differenza dei pasturatori chiusi, gli open-end feeder sono aperti alle estremità e facilitano la dispersione della pastura (che però deve solitamente essere inumidita per poter essere contenuta dal pasturatore). I cage-feeder sono una particolare tipologia di open-end feeder a gabbia, quindi ancora più arieggiati e adatti a disperdere velocemente la pastura.

Attrezzature per la pesca a feeder

Oltre al pasturatore più adatto alle vostre esigenze di pesca, per approcciarsi a una battuta di pesca a feeder, sarà necessario dotarsi di un kit di attrezzature specifiche. Per prima cosa una canna da feeder con un’azione morbida e una lenza robusta (dato che saremo costretti a fare un gran numero di lanci continui). Un mulinello fra il 3000 e il 6000, un feeder arm attaccato alla sedia su cui poggiare la canna o un rod pod nel caso decidessi di pescare con due canne. Non possono mancare un panchetto o una borsa portatutto per la minuteria, secchi per amalgamare e impastare le pasture, contenitori e setaccio per le esche, guadini e materassini in caso di pesca alla carpa. Naturalmente, ultime ma non ultime, le nostre pasture più micidiali e una buona selezione di pellet da pesca.

Pellet e pasture per la pesca a feeder

I pellet che andremo a inserire nel pasturatore possono avere generalmente un diametro variabile tra 2 mm e i 6 mm e sono caratterizzati da un grande potere assorbente. Al contrario i pellet da innesco che potremmo utilizzare vicino all’amo saranno molto più rigidi, in grado di mantenere una buona consistenza anche dopo 30 minuti in acqua. Come diametri per i pellet da innesco andiamo dagli 8 ai 20 mm. Per quanto riguarda gusti e fragranze, sia di pellet che di pasture, c’è da sbizzarrirsi: betaina, aglio, menta, krill, halibut, mix di spezie, canapa, panettone, mais e chi più ne ha più ne metta. Se poi volete realizzare un’esca ancora più micidiale potete utilizzare uno dei tanti aromi liquidi che trovate anche nell’apposita sezione del nostro shop, fantastici per intensificare il potere attrattivo del pellet e insidiare anche i pesci più selettivi.

Preparazione della pastura per la pesca a feeder

Quando utilizziamo la pastura durante una battuta di pesca a feeder dobbiamo tener presente che il pesce dovrà trovare l’esca nelle prossimità la pastura e questa dovrà arrivare integra sul fondale senza disperdersi eccessivamente nella colonna d’acqua. Di contro, una volta arrivata a destinazione, dovrà disperdersi secondo le tempistiche previste per la tipologia di battuta di pesca che avevamo in mente. Quindi, quando andremo a inumidire la nostra pastura, sarà necessario perseguire un equilibrio tra le due esigenze, così da ottenere l’effetto di dispersione desiderato. 

Preparazione del pellet per la pesca a feeder

Molti pescatori consigliano di lasciare i pellet in ammollo in acqua per tanti minuti quanti sono i millimetri di diametro del pellet stesso. Un altro sistema prevede di coprire completamente i pellet con acqua, indipendentemente dal diametro, e lasciarli a bagno fino a quando non abbiano assorbito tutto il liquido. Un terzo metodo consiste nel bagnare i pellet in una busta per alimenti per un minuto. Poi si scola l’acqua e si surgela il tutto. La sera prima della battuta di pesca si scongela la busta e la mattina stessa della pescata si ravviva il pellet con qualche spruzzo d’acqua. Quest’ultima procedura è indicata in caso di aromatizzazione ulteriore dei pellet.