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 / L'esperto risponde

Sessioni lampo e sessioni lunghe

(Parte 2)

29 Luglio 2024

Confrontandomi con diversi pescatori, ho constatato che sempre più spesso ci si dedica a pescate veloci, o al massimo di due notti, una o due volte l’anno. Capita però anche qualche pescatore più fortunato con cui riusciamo ad organizzare sessioni di più giorni consecutivi, le cosiddette sessioni lunghe

A quanti di voi è capitato di cercare delle festività più lunghe per pianificare una sessione di pesca lunga? Magari in qualche posto lontano da casa! A me capita tutti gli anni e regolarmente finisco nei luoghi più scomodi, ma nonostante questo sono convinto che poter praticare la nostra passione per più giorni sulle rive di un lago abbia tutto un'altro fascino. Mi sono sempre cimentato in queste avventure, anche quando l’esperienza mancava: il più delle volte ero guidato dall'incoscienza e dalla voglia di scoprire e di provare. Ammetto che quando ero agli inizi, oltre ad aver corso pericoli evitabili, ho ricevuto delle severe lezioni che mi sono servite per capire che per intraprendere tali avventure è necessario organizzarsi a dovere

Siamo tutti d’accordo sul dire che unire dei giorni di ferie a delle festività nazionali fa comodo, ma sicuramente dovremmo prevedere la probabilità di trovare più turisti che pescatori in viaggio: la scelta del periodo della pescata deve essere legata alla scelta del luogo. 

Una delle mie prime lunghe sessioni è stata al famoso lago di Saint Cassien in Francia alla fine degli anni ‘90. Purtroppo io e il mio socio non avevamo considerato il periodo di frega e purtroppo arrivati sul posto dopo giorni di spostamenti capimmo che una buona parte dei pesci si era recata nella riserva. Nonostante tutto riuscimmo a portare a guadino un paio di carpe. 

Perciò è sempre bene battezzare il periodo e il relativo corso d'acqua tenendo conto dei fattori che andranno ad influenzare direttamente le nostre uscite. Non necessariamente dobbiamo puntare a un grande lago, possiamo anche fare la sessione in qualche fiume.

In primavera, sui corsi d’acqua corrente bisogna essere certi che il fiume non sia in piena. Se c’è stata una piena di recente, bisogna che sia passata da tempo. Infine, è molto importante monitorare l’andamento del meteo nei giorni della pescata. 

Oggi mi sento altruista e vi voglio condividere la mia strategia che ho realizzato nel corso degli anni. Ecco come funziona: in primavera mi organizzo per dei corsi d’acqua corrente, in estate nelle cave o nelle bonifiche e in autunno nei grandi laghi. Detto ciò seguendo delle piccole regole sono sempre riuscito a realizzare delle belle sessioni di carpfishing. Volete sapere quali sono?  Detto fatto!

  1. Informatevi sui regolamenti di pesca locali.
  2. Ponetevi domande. Sarà consentita la pesca notturna? Ѐ possibile praticare il carpfishing? Con quante canne? Ci sono dei tesserini da fare in loco o online? (Le sessioni lunghe normalmente le organizziamo in luoghi lontani da casa, dove non abbiamo modo di effettuare pasturazioni preventive, a meno chè non abbiamo amici in loco che possono aiutarci nella campagna di pasturazione). 
  3. Studiate il luogo. Appena giunti sul posto, se non fatto in precedenza, dovrete studiare il luogo di pesca facendo varie valutazioni anche in base al periodo. Per esempio in un grande lago in primavera è opportuno scegliere spot a bassa profondità vicino a canneti dove le carpe cominciano a girare nel periodo pre frega. La scelta degli spot di pesca porterà via del tempo e sarà d’obbligo avere delle alternative. Se avete a disposizione più giorni potete decidere di spostarvi dopo le prime 48 ore, se i risultati non arriveranno. 
  4. Esche. Secondo le mie esperienze la scelta delle esche dovrà essere varia. Non avendo effettuato pasturazioni preventive dovrete inizialmente creare una zona di interesse generale utilizzando esche che attireranno la minutaglia sullo spot e poi selezionare le prede. Io utilizzo granaglie miste, pellet e boiles per le prime 48 ore di pesca. Poi passo all’utilizzo esclusivo di boiles di grande dimensione. Ovviamente sono scelte legate all’andamento della pescata e alla stagione, quindi una buona scorta di esche diventerà fondamentale.

5. Attrezzatura extra. L’attrezzatura sarà sicuramente parecchia e comprenderà oltre al normale setup da pesca anche: 

  • un natante (per gli spostamenti sul corso d’acqua), 
  • un natante aggiuntivo (impiegato per il trasporto dell’attrezzatura), 
  • un ecoscandaglio (per sondare il fondale), 
  • abbigliamento (per più giorni), 
  • un fornello (per cucinare), 
  • taniche per la scorta d’acqua (e trovare in loco una possibile fonte per ricaricarle). 
  • un pannello solare portatile (per ricaricare la batteria se utilizziamo il motore elettrico per l’imbarcazione),
  • un power bank (per ricaricare il cellulare) 
  • scorte di cibo a lunga conservazione e/o eventuale frigo da campeggio. (Da anni ho un trivalente che va a gas e ho sempre cibo e bibite fresche per diversi giorni), 
  • una valigetta da pronto soccorso/medicinali e materiale da medicazione. 

Un consiglio che mi sento di dare è di essere sempre opportunisti e dinamici. Se uno spot non darà frutti nonostante sia stato fatto il necessario, consiglio di cambiarlo e qui vi riporto alle tre alternative scelte prima di iniziare la sessione. Ovviamente se riuscite a organizzare la pescata in compagnia è sempre meglio. Aiutarsi a vicenda in queste avventure rafforza sempre le amicizie e senza dubbio queste esperienze lasceranno dei ricordi che vi porterete dietro per molto tempo. 

 

Alla prossima! 

Daniele Annovi 

Team Molino Zombini

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